NON UNO DI MENO
a cura di Elisabetta Brunella

Il processo di digitalizzazione delle sale, sempre con differenze sensibili tra i vari territori, sta giungendo alla sua fase finale e si annuncia imminente il cosiddetto "switch-off" della pellicola.
Ma quali sono i cinema che ancora non sono passati alla nuova tecnologia? E per quale motivo?
Questa rubrica nasce per rispondere a queste domande, offrendo ritratti di cinema in Europa che non si sono ancora digitalizzati o che stanno ancora cercando un modo per affrontare la transizione.

Paese
Cinema
Città
N. di schermi
N. di posti
Germany
Zebra Kino
Constance
1
90

Zebra Kino - Constance

Vi dico già che questa è una storia a lieto fine: lo Zebra fino a qualche giorno fa non era digitalizzato, ma ora lo è. La sua "via al digitale" è piuttosto singolare e per questo merita di essere raccontata, anche perché può essere un esempio per altre sale che temono di non
poter compiere il salto verso le nuove tecnologie.
Ma cominciamo dall'inizio. Negli anni '80 un gruppo di studenti dell'Università di Costanza cominciò a proiettare film in un appartamento. L'iniziativa si consolidò a tal punto che i suoi promotori decisero di cercare uno spazio per aprire un vero e proprio cinema.
Lo trovarono in un edificio piuttosto particolare: una caserma che era servita come base per l'esercito francese che era rimasto acquartierato a Costanza ben dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
Il 5 maggio 1984 è dunque la data di nascita dello Zebra, monosala di una novantina di posti che, col sostegno del Comune di Costanza, offre due spettacoli ogni giorno, a cui la domenica aggiunge una proiezione per bambini.
La sua programmazione, decisa su base mensile da un gruppo di cinefili fatto soprattutto di volontari, dà spazio a giovani autori e al cinema sperimentale. Lo Zebra completa così l'offerta cinematografica di Costanza, città di forti consumatori di film sul grande schermo, dove un multiplex proietta i film mainstream e un tre schermi in pieno centro propone i titoli d'essai.
Alla programmazione "coraggiosa", particolarmente apprezzata dagli universitari e dagli abitanti del quartiere in cui il cinema si trova - zona "alternativa" di cittadini che preferiscono la bici all'auto e che sono portati a consumi di nicchia piuttosto che a quelli di massa, lo Zebra abbina eventi speciali, come la proiezione di concerti registrati o trasformati in film, e una nutrita serie di festival e rassegne.
E proprio il 17 aprile, tenendo un festival, lo Zebra ha chiuso i battenti per iniziare i lavori necessari per traghettare la sua cabina di proiezione nell'era digitale iniziando collo segnare sul pavimento, col nastro adesivo, l'esatto punto in cui installare un nuovo fiammante Sony 4K. La scelta è stata dettata dall'esigenza di fornire una proiezione di qualità anche alle prime file, a poca distanza allo schermo.
L'investimento - assai importante per un cinema come lo Zebra, tutt'altro che commerciale e basato su un mix di lavoro salariato e volontario, - è stato reso possibile da finanziamenti pubblici (16.550 euro dal Comune di Costanza e 8.250 euro da MFG, il fondo cinematografico del Baden W├╝rttemberg) a cui lo Zebra è riuscito ad abbinare ben 20.000 euro (cioè oltre il 45% del totale) raccolti col crowdfunding. Mentre per molti il crowdfunding è ancora una parola, per lo Zebra è diventato una tintinnante realtà. Se tanti privati e un buon numero di imprese hanno deciso di aderire alla campagna lanciata dallo Zebra - magari solo in cambio del proprio nome nella tabula gratulatoria - c'è un perché: questo cinema ha saputo creare nei trent'anni di attività una comunità di spettatori/sostenitori che pensano che il cinema appartenga un po' anche a loro. Per imparare come lo Zebra sia riuscito in questa impresa, una buona opportunità è data dall'edizione 2014 del corso DigiTraining: una sessione sarà proprio dedicata all'esperienza di questa sala che, il 5 maggio, ha festeggiato il trentesimo compleanno entrando nell'era digitale. Grazie anche al coinvolgimento dei suoi spettatori!


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