Tutti diversi, tutti digitali
a cura di Elisabetta Brunella

Questa rubrica ospita ritratti di cinema d’Europa e del resto del mondo assai diversi tra loro, ma accomunati dal fatto di aver adottato la proiezione digitale.

Paese

Nome del cinema

Città

Società

Numero di proiettori digitali

Marca del proiettore
digitale

Risoluzione

Server

N. di schermi 3D

Fornitore di tecnologia 3D

USA

Muvico Rosemont 18

Rosemont, IL

Muvico Theaters

4

Sony

4K

Sony

4

RealD

Muvico Rosemont 18

Ricreare l’atmosfera dei “movie palaces” degli anni Venti: questo l’obiettivo di Muvico nel costruire il complesso di Rosemont, in Illinois, con vista sull’aeroporto O’Hare di Chicago. La facciata ornata, il marmo e i legni degli spazi interni, i paesaggi mediterranei “dipinti” sulle pareti laterali delle sale vogliono richiamare il lusso dei tempi d’oro del cinema e segnare la differenza rispetto ai multiplex di gusto contemporaneo. Ma, quando si parli di tecnologia, Muvico punta sul massimo della novità. Inaugurato nel settembre del 2007, questo megaplex di quasi 4.000 posti è infatti il primo che la società, con sede in Florida e un totale di 154 schermi in 9 siti, abbia deciso di equipaggiare interamente con proiettori Sony 4K. “Siamo stati dei precursori – dice Ben Volpert, Senior Operations Manager del complesso – non solo qui negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo. Basti dire che proprio a noi Sony ha consegnato il proiettore che porta il numero 7, dopo sei esemplari installati in Giappone!” Ovviamente non manca l’offerta 3D, assicurata da 4 schermi dotati di attrezzatura Real D che include anche una duplice versione degli occhiali: per adulti e per bambini. I 18 schermi – che offrono oltre 600 proiezioni la settimana - servono prevalentemente una clientela di famiglie e ragazzi, solo in parte provenienti da Rosemont stessa, cittadina di circa 5.000 abitanti nota soprattutto per gli hotel usati dai passeggeri del principale aeroporto di Chicago. Gli spettatori arrivano dai sobborghi della Windy City utilizzando la metropolitana – la linea blu ha una fermata a poca distanza dal cinema – o guidando per 15/30 chilometri. Al Muvico sanno di trovare un comfort speciale – le poltrone sono larghe quasi 15 centimetri in più della media, - ma il fattore che più li attira è la qualità della proiezione. “Abbiamo fatto dei sondaggi tra i clienti: moltissimi ci dicono che l’immagine da noi è più nitida e il suono migliore. Magari non sanno spiegarne il perché, ma è certo che apprezzano la differenza” afferma Ben Volpert. A questo si aggiunge un ambiente che viene considerato sicuro e affidabile: i genitori si mettono d’accordo e uno di loro accompagna in auto al Muvico un gruppetto di ragazzini che vengono poi recuperati dopo qualche ora. Nel frattempo avranno visto un film, si saranno divertiti nella sala dei giochi digitali, avranno mangiato pop corn o pizza. Per chi invece voglia un’esperienza gastronomica di maggior qualità – non necessariamente abbinata alla visione di un film - il Muvico propone, al secondo piano, il Bogart’s bar & grill. A sottolineare il carattere più prestigioso di questo spazio, la moquette cede il passo al parquet, mentre alle pareti schermi digitali mostrano film dell’epoca del muto. Qui il ristorante, che ha una capacità di 150 posti, serve i “sempreverdi” della cucina “made in Usa”, dalle ali di pollo alla moda di Buffalo sino alle “penne pasta”. A chi poi abbia compiuto 21 anni il Muvico offre anche un lounge bar, con ampia varietà di cocktail e alcoolici, tra cui 27 tipi di birre, inclusa l’italica Nastro Azzurro. E se ancora tutto questo non bastasse per fare della serata un’esperienza speciale, gli spettatori potranno optare per la versione “Premier Theatre”: lasceranno l’auto praticamente alla soglia del cinema e qualcuno si occuperà di portarla al parcheggio, riceveranno il pop corn senza aprire il portafoglio e saranno scortati nella parte superiore della sala dove vedranno il film separati dal resto del pubblico e sprofondati nei comodi divanetti “love seating”. “Trattamento reale per il cittadino medio” promettevano i movie palaces dei bei tempi: con 20 dollari – anziché dieci – il “Muvico treatment” è ora a portata di mano.

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