DGT 2006: il digitale visto dagli esercenti

Che che cosa è cambiato e che cosa cambierà, nel cinema, con l’avvento del digitale? Quali le ricadute per l’esercizio? Per rispondere a queste domande, una quarantina di esercenti e professionisti dell’industria cinematografica provenienti da quindici paesi europei, si sono dati appuntamento lo scorso aprile alla terza edizione del corso di MEDIA Salles “DigiTraining Plus: New Technologies for European Cinemas” presso la sede centrale di Barco a Kuurne, in Belgio. Il corso, come ha ricordato in apertura il Tesoriere di MEDIA Salles Mike Vickers, è “l’unica tra le circa 60 iniziative di formazione sostenute dal Programma MEDIA dell’Unione Europea ad affrontare il tema delle nuove tecnologie dal punto di vista degli esercenti cinematografici”.
Tra le principali novità di questa edizione, una sessione dedicata al 3-D e una al confronto con le banche sulla questione dei finanziamenti alle sale per affrontare la svolta al digitale. Nella prima, i processi di creazione e produzione dei film in tre dimensioni sono stati illustrati dal regista Ben Stassen e da Eric Dillens, di nWave Pictures; l’allestimento della sala 3-D è stato invece il tema di Matt Cowan, Direttore per la Tecnologia di Real D, che ha attrezzato a questo scopo sale digitali in USA, Australia, Canada, Germania, Giappone, Messico e Regno Unito.
Degli investimenti necessari a equipaggiare uno schermo per la proiezione digitale ha parlato Alastair Tyler, della Royal Bank of Scotland, sottolineando l’orientamento della banca da lui rappresentata a “sviluppare insieme a ciascun esercente la soluzione che meglio si adatta alla sua realtà”. Karl Vervaeke, di ING Lease, ha presentato lo strumento del leasing come il più adatto per finanziare la transizione dei cinema al digitale. Anche qui, la formula “su misura” pare la vincente, con quote più o meno elevate a seconda che il periodo dell’anno sia più o meno propizio agli incassi.
Dai finanziamenti delle banche ai modelli di business: Bernard Collard, Direttore Generale di XDC, ha illustrato la soluzione proposta dal gruppo EVS per facilitare la transizione al digitale, basata sul noleggio ai cinema di soluzioni hardware differenti a seconda dell’ampiezza dello schermo; Tom Cotton, di Technicolor Digital Cinema, ha presentato il modello incentrato sul Virtual Print Fee – considerato equo e sostenibile da tutti i soggetti coinvolti – e ha descritto il piano di transizione al digitale di Technicolor negli Stati Uniti nonché le sue strategie per l’Europa.
Accanto alle novità, anche i temi-guida già molto apprezzati nelle precedenti edizioni del “DigiTraining Plus”, come le sessioni tecniche per conoscere da vicino il funzionamento dei proiettori digitali (guidate da Nicolas Hamon, di Barco Digital Cinema, e Paul Clark, di Eastman Kodak), o quelle di taglio più teorico sulla possibilità di attrezzare la propria sala per il digitale attraverso l’impiego di soluzioni integrate (Denis Kelly, Eastman Kodak), sui contenuti alternativi (di cui ha parlato Yves Panneels, Direttore delle Relazioni Internazionali e dei Media di Alfacam/Euro1080, una delle più autorevoli società in questo campo), fino al confronto tra esercenti – introdotto da due autorevoli rappresentanti, Jan Van Dommelen, voce dell’Unic (l’unione delle associazioni nazionali degli esercenti) ed Enrico Chiesa, Vice Delegato di Cicae (la federazione internazionale dei cinema d’essai) – su esperienze significative già maturate nel campo delle nuove tecnologie. Ne hanno parlato Jan Petersen, IT Manager della danese Nordisk Film Biografer, Rickard Gramfors, Responsabile dei Contenuti di Folkets Hus och Parker che, in Svezia, ha realizzato il circuito Digital Houses, e Kees Ryninks, Direttore Generale di CinemaNet Europe, la rete europea sviluppatasi dall’esperienza di DocuZone.
Spazio anche alla distribuzione, con l'intervento di Huub Roelvink, di Cinema Delicatessen, che ha sottolineato come le nuove tecnologie abbiano facilitato la diffusione dei documentari nelle sale dei Paesi Bassi.
Glenn Wastyn, Direttore della Sezione Cinema Digitale di Barco, ha illustrato i principali contenuti delle specifiche DCI, Patrick Van Dijck, di Screenvision, ha descritto le strategie adottate con il digitale da questa concessionaria di pubblicità in sala nata dalla joint venture di Thomson e ITV e attiva in 9 paesi europei (Francia, Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Portogallo, Danimarca, Finlandia, Repubblica Ceca e Slovacchia), mentre Steve Perrin ha presentato il progetto di UK Film Council: 18 milioni di euro, per installare 240 proiettori digitali su tutto il territorio britannico, toccando ogni tipo di sala, dall’essai ai multiplex.
Infine, David Monk ha portato il suo punto di vista sulle prospettive future nei confronti dei cinema, dei film e dei contenuti in digitale.
Non sono mancate le visite a cinema attrezzati per la proiezione digitale: il Kinepolis di Kortrijk e il Cityscoop di Roeselare (7 schermi dotati di tecnologie audio e video all’avanguardia), dove è stata proiettata un’ampia selezione di titoli europei digitalizzati da XDC.
Tre società d’esercizio partecipanti al corso, infine, hanno ora la possibilità di provare gratis in una delle loro sale, per un mese, un proiettore per il cinema digitale che Barco aveva messo in palio: si sono aggiudicate il premio la spagnola Yelmo Cineplex, l’ungherese InterCom e la svedese Fregatten Bio – Filmhuset Facklan.

Maria Vittoria Gatti


Editoriale del Presidente Domenico Dinoia

Un’iniziativa dedicata al cinema italiano, con l’obiettivo di portare in primo piano la sua più recente produzione, anche in mercati, quali Russia e Cina, che finora sono stati appannaggio quasi esclusivo dei film statunitensi. È questo, in sintesi, Italian Cinema Worldwide, che ho il piacere di introdurre in questo numero, ad esso interamente dedicato.
Seguendo la vocazione di MEDIA Salles, anche questa nuova iniziativa, resa possibile grazie al sostegno del Governo Italiano, ha come interlocutori privilegiati gli esercenti cinematografici, e come luogo i principali incontri ad essi riservati. Per questo, se l’inizio è stato segnato dalla consegna, a Cinema Expo International ad Amsterdam lo scorso giugno, del Premio “Produttore Europeo dell’Anno” a Elda Ferri – che, in questi anni, ha realizzato alcuni tra i film italiani di maggior rilievo e successo ed è stata a Venezia con l’ultimo lavoro di Roberto Faenza, I Giorni dell’Abbandono, – ad esso seguiranno altri appuntamenti di grande rilievo. Come quello di Kino Expo, ora a Mosca, di ShowEast a Orlando il mese successivo, di CineAsia a Pechino in dicembre.
Recentemente, un uomo di spettacolo del calibro di Roberto Benigni ha affermato: “nel cinema ci sono due cose importanti: lo schermo e le sedie. Vanno riempiti entrambi”.
Confidiamo che Italian Cinema Worldwide riuscirà a contribuire all’impresa, su tutti e due i fronti.

Domenico Dinoia
Presidente di MEDIA Salles