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Visum Mundi, a Wageningen Tra storia e architettura A Wageningen, una storica cittadina a sud-est di Amsterdam, un ex auditorium universitario è stato trasformato nel 2024 in un cinema boutique dal nome di Visum Mundi, che in latino significa"percezione del mondo". Fortemente voluto da Martin Ruiter, l'esercente cinematografico che, nella stessa città, già gestisce il celebre Heerenstraat Theater, la nuova struttura vuole essere molto di più che un luogo dove guardare film. Si pone infatti come un hub culturale in cui la fruizione cinematografica converga con l'esperienza dello spettacolo dal vivo e, come suggerisce il nome, ampli le prospettive del pubblico, consentendo, grazie a diversi tipi di narrazione, una visione più estesa e sfaccettata della realtà. Ruiter spiega infatti:"Visum Mundi è stato pensato per offrire agli spettatori un'esperienza innovativa. Credo fermamente che, prima o poi, il divario tra sala cinematografica e teatro verrà superato. Si pensi alla visual music e soprattutto alle opere liriche che già vengono mostrate sul grande schermo. E questo è solo l'inizio, il futuro ci porterà molte novità. Ci vorrà del tempo, magari un paio d'anni oppure venti, ma non dimenticate quello che vi sto dicendo!" La filosofia di Ruiter è evidente sia nel design sia nella programmazione di Visum Mundi. I film sono in primo piano, ma sono accompagnati da una varietà di eventi, come musica dal vivo, conferenze e festival, che mirano a presentare immagini sì, ma soprattutto idee e storie che contano. I visitatori sono invitati a vedere lo schermo sia come una tela sia come un palcoscenico, dove il mondo viene rappresentato e messo in scena. L'edificio che ospita il Visum Mundi ha un profondo significato storico. Fu completato nel 1935 come aula magna per le cerimonie solenni dell'Università di Wageningen e in seguito ospitò dei momenti salienti della seconda guerra mondiale. Il 6 maggio 1945, in seguito alla capitolazione tedesca firmata il giorno precedente, l'aula servì come luogo per la finalizzazione tecnica degli accordi di resa. Oggi il sito fa parte di Het Vrijheidskwartier, il Quartiere della Libertà, un'iniziativa di riqualificazione che ricorda questo passato aprendo l'area a usi culturali ed educativi. La trasformazione architettonica di quello che è diventato il Visum Mundi è stata curata dallo studio di design londinese Fare Inc., che per la ristrutturazione ha adottato un approccio misurato, preservando la struttura e lo spirito della costruzione originaria. "Non potevamo alterare l'integrità storica dell'edificio", ha detto Annie Harrison, la responsabile del progetto. Gli interni caratterizzati da verdi militari, azzurri e sfumature neutre, i tessuti mimetici di Pierre Frey e gli arredi vintage rimandano al passato dell'edificio, mentre un'opera d'arte che ne ricorda l'origine risalente al 1935 allude alla programmata apertura di uno spazio espositivo. Al piano superiore si trova la "Grande sala", mentre il pianoterra ospita il bar il cui bancone a ferro di cavallo e i pannelli retroilluminati rievocano un'eleganza tipicamente cinematografica. La sostenibilità gioca un ruolo essenziale nella definizione dell'identità del locale: i posti a sedere sono stati realizzati con materiali ecologici e al bar vengono servite bevande biologiche. Il cinema funziona con un proiettore laser Christie 4K accompagnato di sistemi audiovisivi avanzati che supportano la missione ibrida della struttura. L'installazione di questa tecnologia all'interno di un edificio storico ha presentato sfide strutturali e acustiche: come ha osservato Geert Thierij di CinemaNext Netherlands, il lavoro ha richiesto soluzioni su misura per rispettare l'architettura e soddisfare gli standard tecnici attuali. Visum Mundi si è distinto rapidamente per la sua ambiziosa programmazione che va oltre le tradizionali proiezioni cinematografiche. Il programma include una selezione di film d'autore, produzioni europee recenti, riedizioni di classici del cinema, contenuti aggiuntivi, titoli adatti alle famiglie e altri proposti dai ricercatori dell'Università di Wageningen, nonché - in collaborazione con il vicino hotel de Wereld - serate "Cinematic Diner", che abbinano cena e film. Ad esempio, "Anak Indië" (2025) esplora la cultura e i costumi delle Indie orientali olandesi; "Italian for Beginners" (riedizione) e "Swamp Dogg Gets His Pool Painted" (2024) combinano documentario, musica e commedia. Visum Mundi ha inoltre introdotto una forma di fruizione innovativa e "su misura" attraverso la Signature Room. Per sottolineare il carattere aggregativo del cinema è stata ideata la Theatre Lounge, uno spazio di ritrovo dove gli ospiti possono rilassarsi prima o dopo una proiezione, o semplicemente godersi l'atmosfera dell'edificio stesso. Ma la storia del Visum Mundi è ancora in divenire: per il futuro è prevista la creazione di due ulteriori spazi di proiezione, rispettivamente da 60 e 40 posti a sedere, ed il lancio della Wageningen Experience, ovvero un tour audiovisivo della vita, passata e attuale, della città. Visum Mundi si pone dunque non solo come un cinema, ma come una porta d'accesso all'eredità, al presente e al potenziale culturale del luogo. "Lo sviluppo del mercato cinematografico non sta nell'avere strutture sempre più grandi", conclude Ruiter. "La crescita sarà nei cinema e nei teatri boutique che offrono tecnologia, posti a sedere, cibo e bevande di eccezionale qualità, finalizzati a creare un'atmosfera immersiva. La chiave del successo del cinema è offrire un'esperienza che non si può vivere a casa. E questa è l'identità di Visum Mundi." |