Il consumo di cinema nei maggiori mercati mondiali

I livelli di frequenza del 2019 sono ancora lontani
di Elisabetta Brunella

Francia, Regno Unito, Germania, Italia e Spagna: questi sono in ordine decrescente per numero di spettatori i cinque principali mercati europei che nell'anno appena trascorso hanno totalizzato 506 milioni di spettatori, registrando un calo del 6,5% rispetto al 2024, nonostante il risultato col segno positivo della Germania, l'unico mercato in controtendenza (+2%).

Dal confronto con il 2019 - anno non solo prepandemico, ma anche eccezionalmente positivo - emerge che gli spettatori da riportare davanti al grande schermo sono circa 29 su 100. Dato che resta identico anche se si aggiungono gli altri 28 territori europei di cui MEDIA Salles ha rilevato le presenze nel 2025.
Una sfida molto impegnativa che non è stata ancora vinta, nonostante che dalla fine delle restrizioni imposte dal Covid siano ormai trascorsi almeno 3 anni.
Questa sfida non riguarda solo l'Europa, ma coinvolge le sale a livello mondiale.
Partiamo quindi per una ricognizione dei principali mercati nei vari continenti.

AUSTRALIA
Cominciamo dall’Australia che, chiudendo l'anno con 54,2 milioni di spettatori, registra un calo del 2,2% rispetto al 2024, a fronte di un aumento degli incassi, in valuta locale, all'incirca della stessa entità.
La distanza rispetto alla quantità di biglietti venduti nel 2019 scivola così a -36%.


HONG KONG
Il divario rispetto al 2019 è all'incirca lo stesso pure per Hong Kong, dove mancano 37 spettatori su 100, anche per effetto della diminuzione dei biglietti venduti avvenuta nel 2025. A varcare la soglia di un cinema sono stati circa 15,6 milioni di spettatori, a fronte dei 19,1 nel 2024, con un calo del 18,2%. Gli incassi in valuta locale hanno mantenuto il decremento entro il 16%, per effetto di un lieve aumento del prezzo medio.

COREA DEL SUD
Aumenta la distanza rispetto al 2019 anche nella Corea del Sud, che vede i suoi spettatori diminuire pure nel 2025.
Il calo di quasi il 14%, rispetto all'anno precedente, spinge gli analisti del settore a parlare di un declino difficilmente reversibile per il paese che vantava una delle più alte frequenze pro capite al mondo. Ogni abitante, che aveva acquistato mediamente 4,4 biglietti nel 2019, nel 2025 ne ha comprati solo 2. All'appello manca così il 53% degli spettatori pre-Covid.
Non altrettanto netto è il calo degli incassi, che percentualmente scendono meno delle presenze, ovvero di circa il 5%. Analogamente a quanto è successo in Australia, il prezzo medio del biglietto - sempre calcolato in valuta locale - è dunque in leggero rialzo.

GIAPPONE
Il Giappone registra nel 2025 un incremento delle presenze da record (+30,7%) che lo porta a sfiorare l'eccellente risultato del 2019 (manca solo il 3% degli spettatori) e che, grazie ad un aumento del prezzo medio di circa l'8,5%, riesce a superare l'incasso di quell'anno, vero e proprio primato (+5,1%).

CINA

Il 2025 è stato baciato dal successo pure in Cina dove gli spettatori sono cresciuti del 22,7% e gli incassi giusto un poco meno (22,0%). Questo significa che, a differenza di ciò che è accaduto negli altri territori analizzati finora, il prezzo medio ha subito un calo, seppur molto lieve. Nonostante, però, l'incremento delle presenze, la differenza rispetto al 2019 continua ad essere elevata: mancano all'appello 28 spettatori su 100.

INDIA
Restando nel continente asiatico, l'India presenta uno scenario ancora diverso: gli spettatori arretrano di quasi il 6%, ma il divario rispetto al 2019 è meno marcato: -19%.

AMERICHE
Sul fronte delle Americhe, la situazione è decisamente variegata: mentre i territori del Nord (USA e Canada) hanno registrato un lieve incremento di spettatori nel 2025 (+1% rispetto al 2024) ed un più sensibile rialzo degli incassi (+4,4%), Argentina, Brasile e Messico soffrono di un calo delle presenze più netto, rispettivamente del 6,6%, del 10,2% e del 14,3%.
Nonostante queste differenze, i quattro mercati sono accomunati da una distanza dai livelli di frequenza prepandemici decisamente rilevante: se in Argentina mancano 30 spettatori su 100 e in Brasile 35, nel Nord America questo numero sale a 37 e in Messico addirittura a 47.

ARABIA SAUDITA
Per terminare con una nota positiva non si può, tuttavia, non citare uno dei non certo numerosi mercati in controtendenza, cioè l’Arabia Saudita.
La comparazione tra il 2025 e il 2019 mostra un incremento decisamente straordinario del numero di biglietti venduti che sono passati da 6,8 milioni a 18,8 con una crescita di oltre il 176%. La ragione di questo risultato eccezionale sta in una situazione anch'essa particolare, ovvero l'apertura di nuove sale cinematografiche, iniziata nel 2018 dopo un bando di 35 anni. Si tratta di un fenomeno destinato a continuare nel prossimo futuro: il territorio saudita conta oggi oltre seicento schermi, ma le previsioni parlano di un traguardo di mille sale da raggiungere entro il 2030.
Nonostante questa eccezione, lo scenario mondiale che emerge dai dati del 2025, se da una parte rivela una netta disomogeneità tra i vari territori, dall'altra mostra che la distanza dai livelli di frequenza pre-Covid è lungi dall'essere colmata.

I FILM
Uno sguardo ai film di maggiore successo internazionale conferma inoltre la tendenza alla concentrazione dell'interesse del pubblico su un numero relativamente limitato di titoli, come “Lilo & Stitch”,  “How to Train Your Dragon”, “Jurassic World: Rebirth”, che hanno realizzato circa il 60% del loro incasso totale fuori dal Nord America, o come “Mission: Impossible – The Final Reckoning” e “F1”, per i quali la distribuzione internazionale ha pesato addirittura per circa il 70%.
Nel 2025, inoltre, il fenomeno più volte registrato in territori grandi e piccoli, ovvero lo straordinario appeal di titoli di produzione nazionale, capaci di portare in sala anche il pubblico "occasionale", si è manifestato con grande evidenza soprattutto nei mercati asiatici. 
Al di là del caso diventato ormai leggendario di “Ne Zha 2”, il film cinese che ha superato i due miliardi di dollari di incasso, anche in Giappone dei film come “Demon Slayer: Infinity Castle” e “Chainsaw Man” hanno rivelato l'eccezionale attrattiva del genere anime, mentre l'ambizioso “Kokuho” ha fatto leva sul fascino del teatro kabuki diventando un fenomeno di costume che ha attirato oltre 12 milioni di spettatori. 
Ugualmente il box office indiano ha beneficiato del notevolissimo successo di “Dhurandhar”, il film in hindi che ha realizzato il maggior incasso in assoluto del 2025. 

Pure in America Latina le produzioni nazionali sono state un forte elemento di richiamo, come hanno dimostrato le commedie “Homo argentum” e “Mesa de regalos” che si sono imposte rispettivamente in Argentina e Messico.
Non è dunque strano che diversi osservatori delle tendenze che emergono nel consumo di cinema sul grande schermo si siano chiesti se le produzioni hollywoodiane - che spesso ripropongono modelli collaudati sì, ma anche poco innovativi - stiano perdendo terreno rispetto a film più profondamente legati a sensibilità locali.


Questa è una versione aggiornata dell’articolo "The New Geography of Theatrical Performance" pubblicato nello speciale Cannes di Cinema & Video Int'l, media partner di MEDIA Salles.


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