Record number of Italian movies in Russian theaters
RUSSIA
 
 

6 April 2021

Record number of Italian movies in Russian theaters
(by Elisabetta Brunella)

Sixty-seven Italian titles (including co-productions) had their first release in Russian movie theatres in the year of Covid. But the number more or less doubles (to 133) when counting films previously distributed and offered again in 2020. The most widely viewed of them all was Donato Carrisi's noir, "L'uomo del labirinto", which sold 80,000 tickets. Following closely on its heels was Matteo Garrone's version of "Pinocchio", interpreted by Roberto Benigni. Also amongst the winners came "Cruel Peter", the horror story set in Messina, in the style of a Gothic novel somewhere between British flair and Mediterranean atmosphere. Straight after it came the co-productions "J'accuse" (with France) and "Waiting for the Barbarians" (with the USA).

Browsing through the long list, it comes as no surprise to find arthouse movies - one example for all being "La grande bellezza" - but also, less expected, several comedies. In fact, as if to challenge the assumption that comedy cannot be exported, we find, for example, "Cetto c'è" or "L'ora legale". Amongst the most recurrent typologies and one which never fails to please, emerges that of the evergreens, including "La dolce vita", "Otto e mezzo" and "I vitelloni", seen (again) in 2020 by over twenty-five thousand spectators, and the category of added content, containing a wealth of titles and genres.

The range extends from the so-called exhibition-based art films, like "Impressionisti segreti" devoted to the exhibition at Palazzo Bonaparte in Roma, to documentaries like "Mathera", which introduce the world to iconic and evocative places in the Bel Paese, right up to monographs dedicated to the Italian masters who have always marked art history worldwide, from Michelangelo to Bernini, from Tintoretto to Canova, not forgetting Leonardo and Botticelli. 

This varied range of Italian productions brought 360,000 Russian spectators into the cinemas. A lot? Only a few? In "normal times", in 2019, the numbers were just half that, whilst the titles stopped at a grand total of 78. For once, the annus horribilis brings good news.

Especially when considering that it comes from the Continent's leading market.

Since 2017 Russia has boasted the largest audiences, an honour traditionally reserved for the French market. But if the contest with France, historically Europe's "number one", was previously fought over a handful of spectators (in 2018, for example, 202 million compared to 201), in 2020 the situation is quite different: over 88 million in Russia, 65 in the Hexagon.

What has made the difference in this year suffering from Covid, has been mainly the number of days cinemas were kept open. Indeed, despite a situation that has not been homogeneous over the whole territory, and which experienced a first overall lockdown from 26 March to 15 July, followed by staggered re-openings and further temporary, local closures at the end of October, it is estimated that Russian cinemas were permitted to operate for around 70% of all the days in the year.

The situation in the competitor country was different: in France, according to the CNC, cinemas were open for 162 days, or just 44% of the total.

This article was published in the MIPTV 2021 special issue of Cinema & Video Int'l, the MEDIA Salles media partner.

 

6 aprile 2021

Record dei film italiani nelle sale della Russia
(di Elisabetta Brunella)

Sessantasette sono i titoli italiani (coproduzioni incluse) usciti per la prima volta nelle sale russe nell'anno del Covid. Ma diventano praticamente il doppio (133) se si contano anche i film distribuiti in precedenza e riproposti nel 2020. Di tutti il più visto è il noir di Donato Carrisi "L'uomo del labirinto", che ha venduto 80.000 biglietti. Lo tallona "Pinocchio", nella versione firmata da Matteo Garrone ed interpretata da Roberto Benigni. Sul podio arriva anche "Cruel Peter", l'horror ambientato a Messina in stile "gothic novel", a mezzo tra British flair ed atmosfere mediterranee. Ai posti immediatamente successivi si collocano coproduzioni come "J'accuse", con la Francia, e "Waiting for the Barbarians", con gli USA.

Scorrendo la lunga classifica, si scoprono, senza grande sorpresa, film d'autore - uno su tutti "La grande bellezza" - ma anche, e questo è meno scontato, diverse commedie.

Infatti, quasi a smentire la convinzione che la comicità non sia esportabile, figurano per esempio "Cetto c'è" o L'ora legale". Tra le tipologie più ricorrenti, e di gradimento costante, emergono quella dei "sempreverdi", tra cui "La dolce vita", "Otto e mezzo" e "I vitelloni", (ri)visti nel 2020 da oltre venticinquemila spettatori, e quella - ricchissima di titoli e di generi - dei contenuti aggiuntivi.

Si spazia dai cosiddetti exhibition based art films, come "Impressionisti segreti" dedicato alla mostra di Palazzo Bonaparte a Roma, a documentari, come "Mathera", che fanno conoscere nel mondo luoghi iconici ed evocativi del Bel Paese, fino a monografie dedicate ai maestri italiani che hanno segnato la storia dell'arte universale, da Michelangelo a Bernini, da Tintoretto a Canova, passando per Leonardo e Botticelli. 

Questa gamma variegata di produzioni italiane ha portato in sala 360.000 spettatori russi. Tanti? Pochi? Nella "normalità" del 2019, erano stati circa la metà, mentre i titoli circolati si erano fermati in totale a 78. Per una volta l'annus horribilis ci porta una buona notizia.

Soprattutto se si pensa che viene dal primo mercato del Continente.

Dal 2017, infatti, la Russia vanta il maggior numero di spettatori, onore tradizionalmente riservato al mercato francese. Ma se finora la disfida con la Francia, storico "numero uno" europeo, si era giocata su una manciata di spettatori (nel 2018, per esempio, 202 milioni rispetto a 201), nel 2020 la situazione è tutta diversa: oltre 88 milioni in Russia, 65 nell'Esagono.

A fare la differenza in quest'anno segnato dal Covid è stato soprattutto il numero dei giorni di apertura delle sale. Infatti, pur a fronte di una situazione non omogenea su tutto il territorio, che ha visto un primo periodo di lockdown generalizzato dal 26 marzo al 15 luglio a cui hanno fatto seguito riaperture scaglionate ed altre chiusure locali e temporanee a fine ottobre, si stima che l'attività dei cinema russi sia stata autorizzata per circa il 70% delle giornate.

Differente la situazione della concorrente: in Francia, secondo il CNC, i giorni di apertura sono stati 162, cioè il 44% del totale.

Questo articolo è stato pubblicato nello speciale MIPTV 2021 di Cinema & Video Int'l, media partner di MEDIA Salles