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SCANDINAVIA
 
 

17 February 2020

Added Content and Films from Italy to Scandinavia
(by Elisabetta Brunella)

26 million inhabitants who visit the cinema a couple of times a year, i.e. above the average for the Continent, account for a market of 50 million tickets sold at over 10 euros each, a considerably higher price than in all other European countries: these are the key figures for the three countries of the Scandinavian peninsula, which, as usual, are joined by Denmark. Which Italian productions were most widely viewed in these countries in 2019?

As regards added content, although the northern markets strongly feature opera from the Metropolitan and ballet from the Bolshoi, there has been no lack of productions made in Italy. In Sweden in 2019, for example, "Tintoretto. Un ribelle a Venezia" / "Tintoretto. A Rebel in Venice" was released and in Norway "La Musica del Silenzio" / "The Music of Silence", based on the novel written by the tenor Andrea Bocelli and freely inspired by his life, came tenth in the classification of the most widely viewed titles. In Finland, instead, "Il Volo at Matera" was released. For Finnish audiences, in 2020 productions from La Scala have been announced, such as "Attila" and "Andrea Chénier", as well as "Il Trovatore" from the Verona Arena. Again from La Scala, Denmark is expecting "Tosca" interpreted by Anna Netrebko.

As far as films are concerned, we can see that once again in the past year a coproduction has appeared at the top of the charts everywhere: if, in 2018, it was "Call me by your name" that accounted for the lion's share - an Italian film but strongly supported by the international scope of its production and distribution - in 2019 we have "Todos lo saben" / "Everybody knows", coproduced by France, Spain and Italy. Asghar Fahradi's drama, released in Scandinavia in the first three months of the year, reached 20,000 spectators in Finland, where it was distributed by Finnkino, and 20,000 in Sweden, 16,000 in Denmark and 7,000 in Norway - territories covered by Scanbox. As regards the other positions in the top ten, Finland and the other three markets reveal quite different characteristics. In 2019 again, Finnish audiences seem to show some preference for "classic" horror, especially for Dario Argento, thanks to the distributor Cinema Mondo, which brought to the big screen "Phenomena" (1985), "Suspiria" (1977) - already released last year in the wake of Guadagnino's remake - "Tenebre" (1982), and "Profondo rosso" (1975), respectively in second, fourth, fifth and seventh place. The other three markets have several titles in common, such as, for example, "Lazzaro Felice". Distributed in Norway by Arthaus and in Denmark by Camera, the company that manages the Grand Teatret, the cinema which organizes the showcase "Cinema made in Italy" in Copenhagen, this film comes second in both countries, with respectively 7,000 and 4,000 admissions. Similarly, in Norway, Falaschi's comedy "Quanto basta" closely follows Rohrwacher's film, with over 5,000 spectators, whilst in Denmark it comes in fourth place selling a little under 3,000 tickets. Here it comes after "A casa tutti bene", which records a total of 3,500 admissions, a far more flattering result than obtained in Norway, where it comes in seventeenth place. The fact that the Scandinavian markets do not respond in the same way to the same film is also demonstrated by the results of "Loro", decidedly better in Norway and Denmark (in fourth place in both countries with over 2,000 admissions) than in Sweden. "Dogman" yields a similar result - but the other way round - coming second in Sweden with 6,000 admissions, fifth in Denmark and fourteenth in Norway, as well as "Bangla", fifth in Norway but in the bottom few places in Sweden. Instead, the success of "La paranza dei bambini" represents a uniquely Norwegian result, coming in sixth place with around 1,500 tickets.

Finland's interest in films from a more classical Italian repertory has already been mentioned but it is not an isolated case. In fact, "Nuovo Cinema Paradiso" is in seventh place in Norway, as well as coming eighth in Finland. And, again in Norway, Dario Argento's "Phenomena" and "Cesare deve morire", Golden Bear in 2012, have also been released.

Lastly, it is interesting to observe how Italian titles are translated in Scandinavia: "A casa tutti bene" has become "Min italienske familie", "Quanto basta" is "Smaken, i.e. taste, av Toscana" in Norway and "Smagen af Toscana" in Denmark. This reference to one of the regions best loved by northern peoples returns in the title of "Le meraviglie", rendered by "Miraklene i Toscana". To sum up, the objective is to link the film to experiences that audiences wish to repeat or to what is known, sometimes in the form of stereotypes, about Italy and the Italians. And so the rather enigmatic "Loro" has become the far more transparent and internationally comprehensible "Silvio og de andre", whilst "La paranza dei bambini" in Norway becomes "Camorraens barn". No need to be an expert linguist to grasp the meaning here!

This text is based on an article published in the Berlinale issue of Cinema & Video Int'l, the MEDIA Salles media partner.

 

17 febbraio 2020

Contenuti aggiuntivi e film dall'Italia alla Scandinavia
(di Elisabetta Brunella)

26 milioni di abitanti che, andando al cinema un paio di volte l'anno, ovvero più della media del Continente, creano un mercato di 50 milioni di biglietti che sono venduti ad oltre 10 euro, un prezzo decisamente più elevato rispetto all'insieme delle nazioni europee: queste le cifre chiave dei tre paesi della Penisola Scandinava a cui si aggiunge, come di consuetudine, la Danimarca. Quali sono stati in questi territori le produzioni italiane più viste nel 2019?

Per quanto riguarda i contenuti aggiuntivi, sebbene i mercati del Nord siano caratterizzati da una forte presenza delle opere del Metropolitan e dei balletti del Bolshoi, non sono mancate produzioni "made in Italy". In Svezia, per esempio, nel 2019 è uscito "Tintoretto, un ribelle a Venezia", in Norvegia è stato distribuito "La musica del silenzio" che, basato sul romanzo scritto dal tenore Andrea Bocelli e liberamente ispirato alla sua vita, si è piazzato al decimo posto nella classifica dei titoli più visti. In Finlandia invece è stato proposto "Il Volo at Matera". Nel 2020 sono annunciati - per il pubblico finlandese - produzioni scaligere, come "Attila" e "Andrea Chénier", nonché "Il Trovatore" dall'Arena di Verona. Ancora dalla Scala è attesa in Danimarca la "Tosca" interpretata da Anna Netrebko.

Venendo ai film, vediamo che anche nell'anno appena trascorso in testa alle classifiche è nuovamente comparsa ovunque una coproduzione: se infatti nel 2018 a far la parte del leone era stato "Call me by your name", film a firma italiana, ma forte di una struttura produttiva e distributiva a dimensione internazionale, nel 2019 si tratta di "Todos lo saben - Everybody knows", coprodotto da Francia, Spagna e Italia. Il dramma di Asghar Fahradi, uscito in Scandinavia nel primo trimestre dell'anno, ha raggiunto 20.000 spettatori in Finlandia, dove è stato distribuito da Finnkino, mentre 20.000 in Svezia, 16.000 in Danimarca e 7.000 in Norvegia - territori coperti da Scanbox. Per quanto riguarda le altre posizioni della top ten, la Finlandia e gli altri tre mercati mostrano caratteristiche piuttosto diverse. Il pubblico finnico ha rivelato anche nel 2019 una certa propensione per l'horror "classico", ed in particolare per Dario Argento, grazie al distributore Cinema Mondo che ha riportato sul grande schermo "Phenomena" (del 1985), "Suspiria" (1977) - che era già uscito lo scorso anno sulla scia del film di Guadagnino -, "Tenebre" (1982) e "Profondo rosso" (1975), rispettivamente al secondo, quarto, quinto e settimo posto. Gli altri tre mercati hanno in comune diversi titoli, come per esempio "Lazzaro Felice". Distribuito in Norvegia da Arthaus e in Danimarca da Camera, la società che gestisce il Grand Teatret, storico punto di riferimento per il cinema di qualità a Copenaghen e promotore della rassegna "Cinema made in Italy", questo film ha guadagnato in entrambi i paesi il secondo posto, rispettivamente con 7.000 e 4.000 presenze. Similmente la commedia di Falaschi "Quanto basta" in territorio norvegese si è collocata alle spalle del film della Rohrwacher, con oltre 5.000 spettatori, e in quello danese al quarto posto, con poco meno di 3.000 biglietti. Qui si è piazzato dopo "A casa tutti bene", che ha totalizzato 3.500 presenze, un risultato decisamente più lusinghiero di quello ottenuto in territorio norvegese, dove si trova in diciassettesima posizione. Che i mercati scandinavi non rispondano in egual modo allo stesso film lo mostra anche il risultato di "Loro", decisamente più positivo in Norvegia e Danimarca (in entrambi i paesi al quarto posto con oltre 2.000 presenze) che in Svezia. Sorte analoga - a parti invertite - per "Dogman", che è arrivato secondo in Svezia con 6.000 presenze, quinto in Danimarca e quattordicesimo in Norvegia, e per "Bangla", quinto in Norvegia e invece nelle ultime posizioni in Svezia. Tutta norvegese è invece l'affermazione de "La paranza dei bambini", che ha guadagnato il sesto posto con circa 1.500 biglietti.

Si è già detto dell'interesse per i film del repertorio italiano più classico parlando della Finlandia: questo non è tuttavia un caso isolato. "Nuovo Cinema Paradiso", infatti, è settimo in classifica in Norvegia, oltreché ottavo in Finlandia. E ancora in Norvegia sono usciti pure "Phenomena", di Dario Argento, e "Cesare deve morire", che aveva ottenuto l'Orso d'oro del 2012.

Infine è interessante notare come vengano tradotti i titoli dei film italiani in Scandinavia: "A casa tutti bene" è diventato "Min italienske familie", "Quanto basta" è "Smaken, cioè sapore, av Toscana" in Norvegia e "Smagen af Toscana" in Danimarca. Il riferimento ad una delle regioni più amate dai popoli nordici torna nel titolo "Le meraviglie" reso con "Miraklene i Toscana". Insomma, si cerca di collegare il film a esperienze che il pubblico vuole ritrovare o a conoscenze, talora stereotipate, sull'Italia e sugli Italiani. E così il poco decifrabile "Loro" è diventato un molto più trasparente ed internazionalmente riconoscibile "Silvio og de andre", mentre "La paranza dei bambini" si chiama in Norvegia "Camorraens barn". Non è necessario essere dei fini linguisti per coglierne il senso