EXPERTS' CORNER

Massimo Salasnich, Vice President and Programmer, Piccolo Teatro, Padova
 
 

The section EXPERTS' CORNER is giving voice to the people who have already been working with added content for some time now, gaining first-hand experience in the field which MEDIA SALLES think is worth sharing internationally.

15 June 2020

- What type of audience do you target with added content?

Massimo SalasnichThe carnation in our buttonhole is opera: at the moment we rest at a particularly high average of around 200 spectators per screening, which was even greater a few years ago.  The audience consists mainly of older people, pensioners or people over 60.  For ballet, they are joined by young people, too, especially dancers and pupils from dance academies.  For art documentaries, there is a more heterogeneous audience and the average age is lower.  

We know that you offer a variety of added content: what is the most successful type?

Our cinema is highly versatile and is also a real theatre where live drama is acted, staged by both local and national companies.
It is partly for this reason that theatrical productions are not screened, even though there are some extremely prestigious and high quality offers distributed in Italy (London’s Royal National Theatre, for example).  Our most successful genre is opera, which saw us making news thanks to the – originally un-hoped for - number of followers.  

- Is the ticket price for added content higher than the ticket price for films?

The price for opera and ballet (and film-events) is the same as for a première (12-11-10 euros), so higher than for normal films, which our movie theatre screens as second showings (at 6-5-4 euros). For second showings of art documentaries the price is again higher (9-8 euros) than for films.
As for opera, there is the possibility of taking out a subscription, calculated on the basis of the lowest ticket price and multiplied by the number of operas, with the guarantee of keeping the same seat. 

- Which was the most successful screening in 2018/2019? It would be interesting for our readers to know what you programmed in 2017-2018 and what you will programme in 2020.

In 2018/2019, as in previous years, it was the live performance of the “First Night” at the Scala that won, as the screening that attracted most spectators. In 2017 for Andrea Chénier there were 335 spectators, in 2018 for Attila there were 295, a figure also equalled by the ballet Romeo and Juliet with Roberto Bolle. 
In 2019 we again programmed the "First Night" at the Scala: Tosca was another great success and sold out with a record 363 spectators.  The season continued successfully as well, with La Bohème from the ROH in January 2020 counting 249 admissions.
In 2017/2018, 16 operas were on the programme (MET, ROH, Opéra de Paris, Scala, Bayerische Staatsoper) and 2 ballets (Scala and ROH); in 2018/2019 13 operas (ROH, Opéra de Paris, Scala, Teatro Real of Madrid) and 2 ballets (Scala and ROH). Similarly, 13 operas and 2 ballets will be on the programme for 2019/2020.
As for art documentaries, there were 7 in 2017/2018 and 9 in 2018/2019, since another distributor came onto the market offering titles to draw on. 
In 2017/2018 the highest audiences for added content were obtained by Loving Vincent (594), although over three different days of screening. 
The Queen’s Live concert from Wembley did well (201), even though rock music is a quite different genre to that generally preferred by our most loyal audiences.

- Do you believe the Italian market for added content/event cinema will develop in the near future?

Yes, and in particular it still has potential for development in smaller places.  Most of all, according to the figures I’ve been able to see, in the centre-south of the Country. 

- Can you imagine initiatives that could give more visibility to added content/event cinema in Italy, such as professional conferences for cinema exhibitors/distributors, presentations of show-reels/trailers, informal gatherings etc.?

We would certainly like to see meetings or trade conferences for exhibitors and distributors that focus on added content, as well as more information vehicled by institutional bodies, in view of the fact that a new distributor is sometimes not “discovered”, unless an online search is carried out on foreign sites, without being announced beforehand.

To know more www.piccolo-padova.it

piccolo teatro

This interview took place before the closure of this cinema on 23 February, as part of measures for fighting the Covid-19 epidemic.

La sezione EXPERTS' CORNER dà la parola a chi con i contenuti aggiuntivi lavora da tempo ed ha acquisito sul campo un'esperienza che MEDIA SALLES vuol far conoscere a livello internazionale.
 

15 giugno 2020

- A che tipo di pubblico vi rivolgete con i contenuti aggiuntivi?

Massimo SalasnichL'opera lirica è il nostro fiore all'occhiello: ci siamo stabilizzati su una media altissima che si aggira intorno ai 200 spettatori per rappresentazione e che qualche anno fa era ancora più elevata. Prevale il pubblico anziano, di pensionati o comunque di persone di età superiore ai 60 anni. Per il balletto si aggiungono anche giovani, soprattutto ballerini e allievi di scuole di danza. Per i documentari di arte il pubblico è più eterogeneo e la media dell'età si abbassa.

- Sappiamo che proponete una varietà di contenuti aggiuntivi (opera, balletto, teatro, musica pop, documentari d’arte): quale incontra maggior successo?

La nostra sala è poliedrica ed è anche un teatro vero e proprio, in cui vengono proposti spettacoli dal vivo messi in scena da compagnie sia locali sia nazionali. 
Anche per questo non vengono trasmessi contenuti teatrali sul grande schermo, sebbene tra quelli distribuiti in Italia ve ne siano di grande qualità e prestigio (il Royal National Theatre di Londra, per esempio). Il genere di maggior successo è l'opera lirica, che ci ha visto salire agli onori delle cronache nazionali per il numero - insperato, in origine - di seguaci.

- Il prezzo del biglietto per i contenuti aggiuntivi è più alto di quello dei film?

Il prezzo per lirica e balletto (e film-evento) è di prima visione (12-11-10 euro), e quindi più alto rispetto ai film, che la sala propone in seconda visione (a 6-5-4 euro). Per i documentari di arte, proposti in seconda visione, il prezzo è comunque più elevato (9-8 euro) che per i film.
Per la lirica è prevista la possibilità di abbonamento, con un prezzo calcolato sull'importo più basso del biglietto, moltiplicato per il numero delle opere, con la garanzia di avere sempre lo stesso posto.

- Qual è stata la proposta di maggior successo della stagione 2018/2019?

Nel 2018/2019, come negli altri anni, è stata la diretta della "prima" della Scala a vincere la palma della proiezione più seguita. Nel 2017 per l’Andrea Chénier gli spettatori sono stati 335, nel 2018 per Attila 295, una cifra raggiunta anche dal balletto Romeo e Giulietta con Roberto Bolle. 
Abbiamo programmato pure nel 2019 la "prima": anche la Tosca è stato un altro grande successo, record con 363 spettatori ovvero tutto esaurito. E la stagione è proseguita bene anche con Bohème dalla ROH in gennaio 2020 con 249 presenze.
Nel 2017/2018 furono programmate 16 opere (Metropolitan, ROH, Opéra de Paris, Scala, Bayerische Staatsoper) e 2 balletti (Scala e ROH). Nel 2018/2019 13 opere (ROH, Opéra de Paris, Scala, Teatro Real di Madrid) e 2 balletti (Scala e ROH). Ugualmente nel 2019/2020 saranno 13 le opere e 2 i balletti.
Quanto ai documentari di arte, sono stati 7 nel 2017/2018 e 9 nel 2018/2019, essendo intervenuto anche un altro distributore sul mercato, da cui attingere titoli. 
Nel 2017/2018 il maggior numero di spettatori per i contenuti aggiuntivi si è raggiunto con Loving Vincent (594), pur se su tre differenti giornate di proiezione. 
Anche il concerto Queen Live da Wembley ha fatto bene (201) sebbene si trattasse di musica rock, un genere diverso da quello preferito dal nostro pubblico più affezionato.

- Ritiene che il mercato dei contenuti aggiuntivi in Italia abbia prospettive di sviluppo nell’immediato futuro?

Sì, e soprattutto si può ancora sviluppare nelle località più piccole. Maggiormente, dai dati che ho potuto leggere, al centro-sud.

- Può immaginare iniziative che diano maggior visibilità ai contenuti aggiuntivi in Italia?

Sicuramente vorremmo incontri o convegni di settore per esercenti e distributori focalizzati sui contenuti aggiuntivi nonché maggiori informazioni veicolate anche dagli organismi istituzionali, dato che talvolta si viene a "scoprire" l'esistenza di qualche nuovo distributore solamente cercando nella rete, in siti stranieri, senza che nessuno prima lo abbia reso noto.

 
Per saperne di più e per conoscere le attività promosse dal Piccolo anche in questi mesi di chiusura, cliccate qui

piccolo teatro

Questa intervista è stata realizzata prima della chiusura del Piccolo Teatro di Padova, avvenuta il 23 febbraio,
come parte delle misure di contrasto dell'epidemia di Covid 19.